Lo “Status Quo”

Il Bias dello Status Quo è il tipico errore di chi dice: “chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quel che lascia ma non sa quel che trova.”. La situazione attuale è presa come punto di riferimento e qualsiasi possibilità alternativa viene considerata una perdita (a tal punto che spesso le informazioni non vengono neanche prese in considerazione).

Che cosa accade se agiamo questo bias nel nostro modo di fare trading?

Senza che ce ne rendiamo conto, valutiamo le nuove informazioni prendendo come riferimento il nostro status quo; e le decisioni riguardo a perdite e guadagni sono influenzate proprio da questo riferimento, la ricchezza posseduta.Questo bias ci porta a rimanere nella nostra situazione (di comfort/sicurezza) piuttosto che prendere in considerazione altre informazioni e modificare le nostre decisioni. 

Ad esempio, potremmo mantenere un investimento inappropriato per il nostro profilo, bloccandoci in un investimento troppo rischioso o al contrario troppo conservativo. 

La paura del cambiamento, infatti, influenza le rappresentazioni della nostra mente. La nostra emotività (per lo più in modo inconsapevole), tende a “proteggerci” dalla perdita e quindi ad ancorarsi alla situazione di “sicurezza” in cui ci troviamo. È evidente come entrino in gioco anche altri bias, l’avversione alla perdita (di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente) o l’avversione al rimorso. 

Quando dobbiamo scegliere, tendiamo a valutare di più le potenziali perdite che non i possibili guadagni. Il Bias Status Quo spiega che i guadagni e le perdite vengono valutati in relazione alla ricchezza posseduta. I guadagni o le perdite attese vengono valutati confrontando lo scostamento di questi valori dallo status quo, e non in base ai valori di guadagno o perdita che compongono le varie probabilità. 

Come dimostrato da diversi esperimenti, le persone provano molto più piacere per un incremento nel salario di 20 euro quando i salari aumentano da 20 euro a 40 euro, che quando aumentano da 1020 euro a 1040 euro.

La rappresentazione mentale degli eventi è l’elemento chiave della decisione.

In uno scenario immaginativo in cui visualizziamo una nuova opportunità di investimento in cui riallochiamo la nostra ricchezza, non compiamo nessuna azione poiché il nostro status quo ci offre una più bassa probabilità di incappare in perdite. Ciò sarebbe anche corretto se non fosse che nel lungo termine, le altre alternative potrebbero generargli un maggior rendimento.

Se la rappresentazione mentale è la chiave, come intervenire in questa distorsione percettiva?

Quando crediamo che una decisione di investimento sia negativa e quindi dobbiamo rimanere nella situazione attuale, proviamo ad immaginare e valutare una scelta analoga ma contraria (il test dell’inversione). Se anche questa ha conseguenze negative, allora perché la scelta iniziale, invece, non può avere effetti positivi? 

È importante quindi tenere a mente che ci sono ampie possibilità di ipotetiche situazioni e scelte che possiamo fare, quindi la nostra situazione attuale può essere migliorata.


Selena Brusa
Selena Brusa

Sono una Psicologa e Psicoterapeuta Cognitiva Costruttivista. La mia passione è accompagnare le persone a riconoscere quei pensieri ed emozioni che li portano a realizzare i propri obiettivi e desideri. Le mie principali aree di studio riguardano l’interazione tra i processi cognitivi ed emotivi, l’intelligenza artificiale e la realtà virtuale. Da circa un decennio lavoro in campo terapeutico, nell’ambito del disagio post-traumatico da stress.

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